Non sempre utilizzare l’accetta può risultare semplicissimo e per questo è bene attenersi a una serie di attenzioni per evitare malauguratamente di far male a se stessi, a gli altri o di rompere lo strumento. Vediamo come fare ad usare un accetta in sicurezza e come fare ad utilizzarla.
Come sistemare il piano da lavoro
Anzitutto è bene tenere presente che per utilizzare l’accetta è bene avere un buon piano su cui poggiare i ciocchi o la legna che abbiamo intenzione di spaccare e tagliare: la cosa migliore da fare è procurarsi un grosso tronco con superficie piana e piantarlo saldamente a terra. Su di esso potremmo poi poggiare tutti i tronchi o i ciocchi che abbiamo necessità di spaccare e, una volta presa la dovuta distanza, utilizzeremo l’accetta per inferire il colpo decisivo al materiale.
E’ necessario che il piano da lavoro sia piano (di modo che i ciocchi vi restino stabilmente sopra) e che il materiale da cui sia costituito non sia troppo duro (come l’acciaio o la pietra) perché dobbiamo considerare non solo della lama su una superficie dura, ma anche il fatto che la lama nella parte finale del taglio è lì che andrà a sbattere, rischiando così di rompersi o danneggiarsi.
In generale la legna fresca, di grandi dimensioni e composta da numerosi nodi può risultare piuttosto difficile da tagliare: maggiore sarà la resistenza opposta dal materiale, maggiori potranno essere i rischi per l’incolumità del boscaiolo o del falegname che dovrà impiegare sempre maggiore forza per cercare di spaccarla, col rischio di stancarsi e di direzionare male il proprio colpo. Per questo motivo è sempre meglio utilizzare della legna stagionata e possibilmente senza troppi nodi al suo interno: della legna lasciata al sole o all’aria aperta per diverso tempo consentirà un taglio più incisivo e immediato, senza il rischio che il taglialegna possa farsi malauguratamente del male.
Come utilizzare l’accetta correttamente
Per assestare un buon colpo con l’accetta è necessario disporsi frontalmente rispetto al piano da lavoro e al ciocco che si voglia colpire (il quale verrà disposto verticalmente). Tenendo l’utensile in mano con le braccia distese si potrà capire meglio che distanza mantenere dal tronco, e per questo sarà necessario fare un paio di prove. L’accetta viene poi sollevata dal taglialegna sopra la testa con entrambe le braccia, e di solito dal lato con cui è solito agire con maggiore forza (la sinistra per chi è mancino solitamente, e viceversa). Se il colpo è bene assestato non sarà necessario utilizzare troppa forza: lo spacco dei ciocchi è spesso dovuto alla caduta della lama tagliente a una certa velocità.
Quando ci si accinge a tagliare la legna è bene tenere a mente che per precauzione è meglio che non ci siano altre persone o animali attorno, che malauguratamente potrebbero ferirsi o farsi male non comparendo nel campo visivo del taglialegna. Quest’ultimo inoltre dovrebbe indossare scarpe infortunistiche e una mascherina, utile per proteggere gli occhi da eventuali schegge che potrebbero schizzare in aria al momento del taglio.
Quali sono i modelli più adatti
Generalmente le accette si dividono in due grandi categorie: quelle da spacco e quelle da sramatura. Oltre a queste ne esistono veramente moltissimi altri tipi, ma questi due modelli sono quelli usati maggiormente per la sbozzatura e la potatura della legna. Le accette da spacco sono caratterizzati da una lama grossa e bombata e da un manico corto e maneggevole: vengono usate maggiormente per lo spacco di ciocchi anche di grosse dimensioni, e la grandezza del ferro è proprio quella adeguata a “spaccare” le fibre della legna dopo l’ingresso del filo.
Le accette da sramatura in genere hanno una lama più sottile e un manico più lungo: sono più adatte per lavori di precisione con la potatura di rami o di piccoli tronchi, e possono essere usate anche per spaccare ciocchi non troppo larghi. Le accette da spacco, essendo più pesanti e consentendo colpi più ravvicinati, di solito possono risultare più difficili da utilizzare per chi fosse inesperto o alle prime armi.
E’ molto importante che sia con accetta da spacco sia con modello da sramatura, il taglialegna utilizzi guanti protettivi e mascherina, e che si disponga alla distanza adeguata per inferire il colpo contro il ciocco scelto. Per decidere la giusta distanza sarà necessario dare alcuni colpi “a vuoto”, lentamente, così da essere sicuri di aver preso la mira giusta per tagliare a metà il ciocco di legno. Esso dovrà essere disposto verticalmente: in questo modo si potrà tagliare in 2, in 3 o in 4 parti, a seconda della dimensione desiderata.
Come sfilare un’accetta incastrata nel legno
Può capitare che colpendo tronchi particolarmente grossi essi non si spacchino con facilità, oppure che l’accetta vi resti incastrata all’interno. Per procedere alla rimozione dell’accetta da un ciocco si può agire in due diversi modi:
- O sollevando di nuovo l’utensile ancora infilzato nel legno, per poi dare un nuovo colpo sempre sul piano da lavoro (facendo molta attenzione).
- Oppure capovolgendo lo strumento e dando un colpo con l’elemento posto sul lato posteriore della lama (che è in genere un tassello metallico piuttosto compatto) e sperare che il contraccolpo consenta alla lama di “fuoriuscire.”
E’ possibile che serva più d’un tentativo per estrarre la lama dal legno, e per questo sarà necessario armarsi di pazienza e attenzione. In generale si tratta sempre di strumenti da taglio, e per con un movimento affrettato o sconsiderato si può rischiare di farsi involontariamente del male.
Quale legna è meglio utilizzare
La legna carica di nodi (ovvero il prolungamento di un ramo all’interno del fusto, visibile da tracce tipicamente circolari visibili su una sezione del legno) come ad esempio quella degli ulivi, è sicuramente più complessa da tagliare, e per questo potrebbe essere più indicata una motosega o un’accetta automatica. In generale la legna che è più semplice da tagliare è quella essiccata e fibrosa, che consente alla lama dell’accetta di scorrervi all’interno senza incrociare fibre poste in maniera longitudinale rispetto alla lunghezza del ciocco (come spesso accade in presenza di nodi, per l’appunto).